Valle d’Itria

Il panorama è magico e per assaporarlo bisogna attraversare borghi come Alberobello, patrimonio dell’Umanità con i suoi 1400 trulli o Locorotondo, che trae il nome dalla planimetria circolare del suo abitato, dominato dalle cummerse, antiche costruzioni con tetto spiovente. Il cuore medievale di Cisternino rievoca l’immagine di un villaggio orientale con case tinteggiate di calce e fornelli annessi alle macellerie. Tra luglio e agosto fate un salto nella splendida città barocca di Martina Franca per assistere al Festival della Valle d’Itria. La fascinosa piana di Fasano, ricoperta di ulivi secolari e vicinissima al mare, è ricca di masserie bellissime trasformate in resort del benessere, tra campi da golf e trattamenti rilassanti, a due passi da Egnazia, uno dei siti archeologici più importanti d’Italia. Tra Torre San Leonardo e Torre Canne incontrerete il Parco Regionale delle dune costiere, un territorio sorprendente che si estende per 1100 ettari con diversi habitat: dalla bellissima spiaggia fino alle ampie distese agricole con ulivi secolari. Ostuni, la città bianca, è un susseguirsi di archi, torri, case palazzate, corti, altane, vicoletti, palazzi gentilizi e botteghe. Ceglie Messapica insieme a Carovigno, invece, è una roccaforte del gusto, con ristoranti rinomati a livello internazionale e chef pluripremiati.

Martina Franca

Basta passeggiare in centro e perdersi nei vicoli, per capire che Martina Franca è l’altra capitale del Barocco pugliese. L’ammirate nei palazzi signorili con i balconi in ferro battuto, nei ricchi portali con stemmi e maschere apotropaiche, nelle chiese monumentali. Qui ogni angolo parla di arte e di storia e vi sorprende con eleganti particolari, archi, giardini segreti e piazze che regalano spettacolari prospettive, come Piazza Plebiscito, dove si staglia la facciata della Basilica di San Martino con l’altorilievo di San Martino e del povero. All’interno di pregevole fattura, ’altare in marmi policromi e l’elegante Cappellone del SS. Sacramento in stile tardo barocco. Oltrepassate Porta Sant’Antonio, conosciuta come Arco di Santo Stefano ed entrate in piazza XX Settembre, dominata dal Palazzo Ducale, voluto da Petracone V Caracciolo, oggi sede del municipio. È grandioso, con le sue 300 stanze quasi tutte riccamente decorate da Domenico Carella nel 1776.Se avete una predilezione per i salumi, questa è la città che fa per voi. Era conosciuta e apprezzata per il suo capocollo già nel Regno di Napoli, fin dal 1700. Dal 2000 è Presidio Slow Food. Preparato con la carne migliore dei suini di Martina Franca, lo si lascia marinare nel “vincotto” e si aromatizza con erbe della “Murgia dei trulli”.

Il Festival

Istituito nel 1975 da Paolo Grassi (allora sovrintendente del Teatro alla Scala), da Franco Punzi (all’epoca Sindaco di Martina Franca) e da un insieme di intellettuali e appassionati di musica guidato da Alessandro Caroli, il Festival si è contraddistinto, sin dalla sua nascita, per la riscoperta di titoli operistici e pagine musicali rare o sottovalutate, per la cura delle versioni integrali e delle edizioni critiche e per la fedeltà agli intenti dei compositori. Oggi Franco Punzi è il Presidente del Festival, la direzione artistica è invece affidata ad Alberto Triola. Il Festival ha contribuito alla crescita e all’affermazione di artisti come MariellaDevia, Martine Dupuy, Paolo Coni, Daniela Dessì, Patrizia Ciofi, Fabio Luisi, Renato Palumbo, per citarne solo alcuni.Ad oggi il Festival ha rappresentato oltre cento opere e si è aggiudicato per ben sette volte il Premio Abbiati dell’Associazione nazionale dei critici musicali italiani.Di rara bellezza sono le location che ospitano i numerosi eventi: l’atrio di Palazzo Ducale, chiese e chiostri centenari, masserie e altri luoghi poco conosciuti, tutti però circondati da filari di vite, boschi e ulivi secolari della Valle d’Itria e delle colline della Murgia sudorientale

45 anni di storia e una vocazione internazionale

Nei suoi 45 anni di storia il Festival si è imposto all’attenzione internazionale per scelte inusuali e coraggiose come la messa in scena del Tancredi di Rossini nel 1976, ancora prima che esplodesse la renaissance del compositore pesarese, della Norma di Bellini nella versione originale con la protagonista dal timbro più scuro rispetto al suo giovane alter ego Adalgisa.Negli anni è progressivamente maturata l’attenzione per la Scuola musicale napoletana e i grandi compositori pugliesi d’allora, senza trascurare il repertorio belcantista e i grandi titoli europei.Opere emblematiche messe in scena al Festival della Valle d’Itria sono Adelaide di Borgogna e Semiramide di Rossini, L’incoronazione di Poppea di Monteverdi, Giulio Cesare di Händel, e Fra Diavolo di Auber. E ancora, la Medée di Cherubini nella versione originale francese con i dialoghi parlati, Robert le diabl edi Meyerbeer, La Grande-Duchesse de Gérolstein di Offenbach e la versione francese di Salomédi Richard Strauss.E se niente comunica il Made in Italy come l’opera lirica: linguaggio universalmente conosciuto, allo stesso modo i prodotti del design della moda e dell’enogastronomia comunicano l’Italia.Da questa doppia visione scaturisce l’interesse che le aziende hanno per l’opera lirica come strumento di internazionalizzazione

Dal 16 luglio al 4 agosto

Quattro titoli d’opera, tra cui la rarissima Ecuba di Nicola Antonio Manfroce –grande promessa della scena musicale italiana di inizio Ottocento, morto a soli 22 anni–Concerti e rassegne cameristiche tra le basiliche e i chiostri di una delle perle barocche della Puglia.È la 45ª edizione del Festival della Valle d’Itria

Il Festival entra in Masseria

Il progetto più originale del festival è l’Opera in Masseria, occasione molto seguita e cercata da appassionati italiani e stranieri in luoghi unici come le masserie pugliesi. Un’occasione per scoprire i luoghi più rappresentativi della regione, con un progetto teatrale che coinvolgerà in modo originale gli spazi all’aperto e il pubblico per il pubblico internazionale.Migliaia di spettatori provenienti da tutto il mondo (Giappone, Francia, Belgio, Olanda, Germania) raggiungono ogni anno lo splendido borgo di Martina Franca per assistere agli spettacoli del Festival della Valle d’Itria: considerati tra i più apprezzati e ricercati in campo operistico. Un target di alto livello composto perlopiù da melomani, collezionisti, appassionati d’arte e del lusso che vedono nel Festival della Valle d’Itria un’occasione per trascorrere le proprie vacanze nella Regione Puglia all’insegna della cultura e del divertimento.

Dicono di noi

Uno dei festival più raffinati d’Italia.
Franco Fayenz – Il Giornale

Qui a Martina Franca la filologia ha trionfato. E la musica, al bel chiaro di luna del ventoso atrio del palazzo ducale ha detto la sua con autorità.
Gino Negri – Panorama

La Puglia è da scoprire ogni volta un po’ più, grazie anche al Festival di Martina Franca.
Derna Querel – La Feluca

Questo per me non è solo un Festival, è anche una festa!
Luciana Serra – Quotidiano

Martina ha delle connotazioni precise di belcanto. Un’occasione di incontro per gli appassionati, gli studiosi, i critici.
Lamberto Puggelli – Quotidiano

Programma 2019

Domenica 14 Luglio (Under 30) Il matrimonio segreto
Martedì 16 Luglio Il matrimoni segreto (D. Cimarosa)
Giovedì 18 Luglio Novecento e Oltre
Venerdì 19 Luglio Concerto Sinfonico
Sabato 20 Luglio Il matrimoni segreto (D. Cimarosa)
Domenica 21 Luglio L’opera in masseria
Lunedì 22 Luglio Concerto per lo Spirito
Martedì 23 Luglio Festival Junior
Mercoledì 24 Luglio Novecento e Oltre
Giovedì 25 Luglio L’opera in masseria
Sabato 27 Luglio L’opera in masseria
Domenica 28 Luglio (under 30) Ecuba
Lunedì 29 Luglio L’opera in masseria
Martedì 30 Luglio Ecuba (N. A. Manfroce)
Mercoledì 31 Luglio Il matrimoni segreto (D. Cimarosa)
Giovedì 1 Agosto L’opera in masseria
Venerdì 2 Agosto Orfeo (N. Porpora)
Sabato 3 Agosto Il matrimoni segreto (D. Cimarosa)
Domenica 4 Agosto Ecuba (N. A. Manfroce)

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